L’Eclissi dell'Attenzione e il Rilancio Iniziatico: Ito Ruscigni e Alfio Manoli contro la Deriva della Società Superficiale
- Tommaso Garofalo

- 2 giorni fa
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Dalla rilettura storica di Giordano Bruno alla necessità di una governance forte e riflessiva: il pensiero profondo e la dignità istituzionale come antidoti al rumore del mondo contemporaneo.

Nella società dell'iper-connessione e del consumo rapido, stiamo assistendo a una silenziosa ma drammatica transizione: la caduta verticale della nostra capacità di attenzione e di introspezione. Schiacciati da algoritmi che premiano la reazione immediata rispetto alla riflessione, l'essere umano contemporaneo rischia di smarrire la propria dimensione più autentica.
In questo scenario di "rumore di fondo" costante, emergono prospettive intellettuali capaci di agire come veri e propri fari nel buio. Ne sono un esempio limpido le figure dello scrittore e saggista Ito Ruscigni e del ricercatore e presidente culturale Alfio Manoli, le cui visioni convergono – seppur partendo da angolazioni diverse – in una ferma contrapposizione al dilagare della superficialità moderna.
Ito Ruscigni: La Memoria Storica e il Valore del Pensiero Eretico
L'ultimo saggio di Ito Ruscigni, Processo a Giordano Bruno e Galileo Galilei. “L'Anima del Mondo tra Magia e Scienza” (Edizioni Giuseppe Laterza), non è semplicemente un'analisi storiografica dei due processi più celebri del Sant'Uffizio. È un profondo invito a recuperare la complessità.
Ruscigni ci ricorda che liquidare figure come quella di Giordano Bruno sotto la categoria di pensiero "prescientifico" è un'operazione superficiale. Bruno cercava un'armonia profonda tra scienza e religione, un'interezza dell'essere che l'uomo di oggi ha frammentato. Attraverso la sua scrittura rigorosa e documentata, l'autore ci costringe a rallentare, a esaminare i dettagli della storia e a comprendere che le grandi intuizioni dell'umanità richiedono tempo, isolamento e un'immensa forza interiore. Tutto il contrario del consumo rapido di informazioni a cui siamo abituati.
La Dignità della Governance e il Profilo Iniziativo nell'Ordine di Obbedienza
È proprio sulle pagine del lavoro di Ruscigni (pag 13, )che la figura di Alfio Manoli (intellettuale, saggista e vertice istituzionale del Rito Scozzese Antico e Accettato) trova una sponda ideale. Ruscigni mette in evidenza un parallelismo storico e istituzionale di forte impatto, collegando il passato e il presente della governance delle istituzioni tradizionali.
Se a fine Ottocento la faticosa erezione del monumento a Bruno a Campo de' Fiori fu guidata da Ettore Ferrari — deputato, ma soprattutto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e Sovrano Gran Commendatore — oggi la trasmissione di quella complessa eredità richiede figure di pari autorevolezza. È in questo preciso alveo che lo scrittore Ito Ruscigni inserisce e legittima il ruolo di Alfio Manoli:
"Infatti, se si vuole rilanciare il profilo iniziatico dell’Ordine Massonico, la dignità di Gran Maestro Sovrano Gran Commendatore, come quella occupata da Alfio Manoli, è la risposta ideale, rifacendosi alla Tradizione del Fondatore Federico II di Prussia."
Inserire la figura di Alfio Manoli in questa logica di governance all'interno dell'Ordine di obbedienza significa fare un'operazione di profondo rinnovamento. Nella visione tracciata da Ruscigni, la leadership non è una mera gestione burocratica o amministrativa, ma un atto di custodia. La dignità della carica ricoperta da Manoli diventa lo strumento ideale per contrastare la deriva della società contemporanea attraverso pilastri fondamentali:
Il richiamo alla Tradizione pura: Il punto di riferimento viene ricondotto direttamente alle origini storiche e alle Grandi Costituzioni di Federico II di Prussia, ristabilendo una linea di continuità che protegge l'istituzione dalle mode passeggere e dalla frammentazione odierna.
La sintesi tra Autorità e Profondità: In un'epoca che soffre di una caduta verticale di introspezione, questa visione di governance







