Il Segno della Croce, tra simbologia e fede
- Luca Davico

- 2 giorni fa
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Quando il Segno della Croce, oltre a rappresentare il ricordo della passione di Gesù, come segno di morte e risurrezione in Cristo, simboleggia la Manifestazione, cioè la Creazione del Mondo, come segno di Vita: una Conoscenza Sacra che l'essere umano rivela sin dall'inizio dei tempi.

Nel libro di David Diringer, intitolato "L'alfabeto nella storia della civiltà" (Ed. Giunti G. Barbera), l'autore dimostra che, prima della nascita della scrittura, l'essere umano comunicava attraverso i simboli, disegnati, interpretati e illustrati da una classe di saggi (iniziati). In ogni angolo della Terra sono stati ritrovati tali simboli, risalenti a periodi antecedenti a quella storia dell'umanità che abbiamo classificato nelle prime comunità organizzate. Secondo il Diringer, infatti, l'adozione dell'alfabeto e della scrittura ha segnato l'alba di un'ordinamento sociale, religioso e politico più organico, che ha definito il punto di partenza di civiltà strutturate, caratterizzando l'ordinamento dell'attuale società umana. Molti di questi simboli sono stati rappresentati con identiche forme, come nel caso della "croce all'interno di un cerchio" - rappresentante la Vita o Manifestazione - e di "un punto al centro di un cerchio" - rappresentante il Fuoco Primordiale di Dio (Luce Causale) che si riflette nel Sole.
Il Segno della Croce: quando i simboli ci parlano
"In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio” è l’incipit del prologo del Vangelo secondo Giovanni, in cui egli ci annuncia il “Verbo” come punto focale della Creazione. Infatti, “Verbo” fa riferimento, in greco antico, alla parola “Lógos”, indicando la Sapienza e la Volontà di Dio nel rivelarsi nell’atto della formazione del Mondo: un’espressione divina che si attua solo attraverso il matrimonio sacro tra eredità regale ed eredità sacerdotale, ovvero la Manna che cala dal Cielo in una gerarchia discendente, cioè una gerarchia solare, nel primo caso e un movimento d’espressione orizzontale, nel secondo. Così Egli si rigenera e incarna la Verità Eterna che anima ogni essere a comporre la Sua Opera.
Pertanto, Dio, nel preciso istante in cui esprime la Sua Potenza, emana una proiezione di luce, vale a dire si manifesta nelle infinite immagini che riflettono nel Suo essere Uno.
Quindi, Dio, “Energia Prima”, è la rivelazione del movimento e al contempo è il movimento, cioè “Energia Creativa”. Egli è principio in quanto punto immobile (“In principio era il Verbo”), è il movimento stesso (“e il Verbo era presso Dio”), e la Sua rivelazione (“e il Verbo era Dio”), ovvero l'Uno causale che forma Se Stesso nell'Uno effettivo.
Solo così l’ “Energia Prima”, causale, statica, onnisciente ed eterna, cala la Sapienza in una discesa verticale, graduale e costante, per liberarsi in “Energia Creativa”, effettiva e di movimento, col fine di generarsi. Ma affinché quest’ultima possa agire nell’atto della Creazione deve necessariamente espandersi in un piano di “Spazio” e “Tempo”, ove proietti gli infiniti mondi che arredano il Suo essere Uno.
Ecco perché nella liturgia cristiana la formula originale latina del Segno della Croce viene interpretata con il rituale: “In nomine Patris”, toccandosi la fronte, “et Filii” scendendo al centro del petto, “et Spiritus Sancti” muovendo la mano prima sulla spalla sinistra e poi su quella destra. Allo stesso modo “Patris” è “Energia Prima”, “Filii” “Energia Creativa”, “Spiritus” “Spazio” e “Sancti” “Tempo”, generando un movimento incrociato in cui “Sancti” rappresenta sempre il quarto elemento, composto solo da numeri pari, a cesellare la perfezione geometrica della Creazione di Dio nel Suo essere Uno.







